Nuove possibilità, nuove diseguaglianze

di Nadia Sabatini
(3.5.2020)

Che cosa succede se, invece di “somministrare” anodini questionari valutativi della didattica, si dà voce viva agli studenti di un’università milanese sulla cosiddetta DaD? Emergono specificità individuali, riflessioni autentiche, vere opinioni da tenere in considerazione.

Ho pensato molto in questi giorni circa questa modalità di “didattica a distanza” o DaD. Personalmente potrei dire che sia stato sicuramente più comodo dal momento che essendo fuori sede ho avuto la possibilità di studiare dopo tanto, per la prima volta e per un lungo periodo di tempo, da casa con i miei affetti, lontano dai pensieri che può avere una qualsiasi fuori sede (lavare, stirare, cucinare, fare la spesa…). Tuttavia non sono riuscita a trovare altri lati positivi perché nonostante tutto preferisco decisamente la modalità trazionale dove ci sono riscontri immediati e, come dice il prof. Biuso nel suo scritto, “un incontro di persone vive che occupano lo stesso spazio per condividere un mondo”.

Devo dire che in questi mesi non ho potuto non pensare allo stesso tempo a tutti quei bambini della scuola primaria, in particolare a chi si è appena affacciato al mondo della didattica: i bimbi di prima elementare per esempio. Ritengo che non sia questo per loro un modo sano di apprendere, di instaurare i primi legami che se sei fortunato ti porterai negli anni. Io abito in Calabria, in un paesino di neanche 5000 abitanti, una realtà completamente diversa da quella che c’è a Milano o comunque in una città di quelle dimensioni: mia madre fa l’insegnante in un paese qui vicino, le difficoltà che i bambini riscontrano in questo periodo le noto quotidianamente. Sembra quasi surreale, ma ci sono numerose famiglie che non hanno la possibilità di accedere alle videolezioni perché magari non hanno la possibilità di una connessione internet o perché non sono muniti di tablet per cui spesso (almeno nella scuola di mia madre questo succede) bisogna avere un riscontro telefonico e quindi fare lezioni individuali al telefono per ore pur di garantire questo diritto all’alunno.

Sono una persona in generale molto positiva per cui sono sicura che questa situazione si sistemerà presto. È stata un’esperienza che ha segnato un po’ tutti, ha messo a dura prova ciascuno di noi, probabilmente è servita anche a farci superare molti limiti che pensavamo di avere, ma allo stesso tempo sono convinta che sia servita a farci apprezzare quello che finora abbiamo sempre dato per scontato. Sperando in un futuro migliore per tutti.