La necessità di una ‘costituzione di Internet’. La visione profetica di Stefano Rodotà

di Fiorello Cortiana
(19.4.2020)

 

Il commissario straordinario nazionale per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri ha firmato l’ordinanza con cui il governo italiano sceglie l’applicazione da utilizzare per il tracciamento dei contatti, tra i cittadini: si chiama “Immuni”, è sviluppata da un’azienda milanese Bending Spoons, in collaborazione con il Centro Medico Santagostino. Dai terremoti, alle alluvioni, passando per i rifiuti, è in ragione dell’emergenza che nel nostro paese si compiono forzature.

Non c’è bisogno di essere paranoici per capire che ci sono potenziali implicazioni nell’uso della applicazione ‘immuni’ che richiedono una azione immediata di vigilanza. Il fatto che l’adesione sia, al momento volontaria, e che il codice sorgente del software utilizzato sia aperto, non costituiscono in sé una risposta rassicurante alle perplessità che l’operazione solleva.

In coerenza con la sottrazione di potere di intervento degli ambiti e degli organi istituzionali della democrazia repubblicana in nome della efficienza se non del populismo dell’antipolitica, anche in questo caso si esternalizza una funzione nell’abito della operatività della politica pubblica. Così come il moltiplicarsi di Task Force definisce indirizzi propri degli organi di governo e di rappresentanza, di fatto esautorati.

Nella estensione digitale dello spazio pubblico, la disintermediazione si accompagna alla piena convergenza dei supporti digitali, con una tracciabilità e profilazione assolute della identità di ognuno secondo criteri e codificazioni arbitrarie e con conseguenze discriminatorie in relazione alle garanzie della Costituzione Italiana e del Trattato Costituzionale Europeo. Di più, come è stato ben evidenziato nel caso del ‘Russia Gate’ queste pratiche possono porta anche ad una eterodefinizione manipolatoria delle identità oltre che alla costituzione di identità fittizie e alla messa in opera di azioni atte a manipolare la libera formazione di convincimenti nella opinione pubblica. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), intende “approfondire la questione dell’App ‘Immuni’ sia per gli aspetti di architettura societaria sia per quanto riguarda le forme scelte dal Commissario Arcuri per l’affidamento e la conseguente gestione dell’applicazione”.

Quale è il coinvolgimento operativo dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, la privacy? Si tratta di ente detto pubblico con alita giuridica e una funzione di controllo che relaziona annualmente al Presidente della Repubblica e ai rappresentanti degli organi dello Stato.

Nella relazione del 2002 Stefano Rodotà proponeva una nuova dimensione della libertà dei contemporanei, fondata sulla “costituzionalizzazione” della persona. Un modello, creato nell’Unione europea, per la “globalizzazione attraverso i diritti”. Altresì sottolineava ‘l’incessante innovazione scientifica e tecnologia, che congiunge campi fino a ieri lontani come l’elettronica e la genetica, sembra rendere vana ogni pretesa di offrire tutele giuridiche’. Profeticamente richiamava la ricomposizione nel nostro corpo tra la sfera biologica e la sfera antropologica del vivente ‘proprio il corpo, quello fisico e non quello disincarnato delle informazioni elettroniche, è oggi al centro di una attenzione che vuole scandagliarne ogni recesso, utilizzarne ogni possibilità. Qui l’intreccio tra elettronica, biologia e genetica ha già aperto scenari nuovi, insieme promettenti e inquietanti.

Qui si gioca una partita essenziale per il futuro della protezione dei dati, la cui intensità diviene anche la condizione perché ciascuno possa godere delle grandi promesse della genetica. Il corpo sta diventando una password, la fisicità prende il posto delle astratte parole chiave, impronte digitali, iride, tratti del volto, Dna: si ricorre sempre più frequentemente a questi dati biometrici non solo per finalità di identificazione o come chiave per l’accesso a diversi servizi, ma anche come elementi per classificazioni, per controlli ulteriori rispetto al momento dell’identificazione. E il corpo può essere predisposto per essere seguito e localizzato permanentemente.

Già l’intuizione artistica di Walt Whitman nel 1875 cantava il corpo elettrico come relazione corpo-mente e nel 1972 con un altro linguaggio espressivo i Weather Report pubblicavano l’album ‘I sing the body electric’, nel 2002 il Garante lo ha proposto nella chiave politica esplicita e autorevole.

In luogo di un chip sottocutaneo si usano gli smartphone come protesi identificative della relazione corpo-mente-natura, proponendo l’adesione ad un controllo sociale di massa in cambio della sicurezza sanitaria e della possibile libertà di azione.

Nel caso di una codificazione sanitaria potrebbero esserci conseguenze sia di natura assicurativa, sia di natura valutativa in occasione di selezioni specifiche. Con una reciprocità rovesciata una considerazione sociale negativa potrebbe riguardare anche coloro che non aderissero al programma di controllo sociale di massa.

Già oggi ci sono programmi di georeferenziazione dei dati, dei modelli di diffusione, che consentono di incrociare funzioni sociali, percorsi e mezzi usati per pendolarismo studio/lavoro, delle persone che sono state riconosciute affette dal Covid 19. Sono modelli che, in combinazione con i test sierologici, consentono di definire probabilità e perimetri di diffusione del contagio al fine di utilizzare i tamponi di rilevazione in modo finalizzato, sia al fine di circoscrivere il contagio che di definire le regole comportamentali per il distanziamento individuale e la distribuzione e l’utilizzo dei dispositivi sanitari. Si tratta di un modello già operativo a punto in house dalla Città Metropolitana di Milano che consente, ad esempio, di vedere quali dispositivi sono stati forniti e a chi. Una pratica di rendicontazione e trasparenza.

C’è da augurarsi che la Regione Lombardia condivida i dati sui cittadini positivi e sui deceduti. È evidente l’utilità della tracciabilità dei comportamenti per ciò che riguarda domotica e il ciclo dei consumi energetici e della generazione di rifiuti, così per la infomobilità con la relazione tra traffico-congestione-incidentalità-emissioni-produttività, diversi sono il corpo e il profilo identitario di ognuno di noi. Il mercato dei Big Data, il data mining è questo, ma ci sono dati che non possono diventare merce, ci sono diritti che non possono sottostare alle ragioni del mercato e dei quali occorre tutelare la indisponibilità.

Open data, accountability, trasparenza, partecipazione informata, valorizzazione delle istituzioni e della rappresentanza, sono elementi costituivi di una politica pubblica capace di liberarsi in chiave innovativa dal doppio vincolo ‘ o insicurezza virale o controllo sociale diffuso’. Nelle conclusioni della relazione del 2002 Rodotà profeticamente avvertiva che ‘Se non si arriverà a questa “costituzione di Internet”, le regole rischieranno d’essere dettate soprattutto dalle logiche tecnologiche e dalle logiche (e dalle censure) di mercato.’. Che fine ha fatto la proposta italiana al WSIS dell’ONU per un Internet Bill of Rights? Il Brasile ha tradotto il protocollo condiviso con l’Italia nel Marco Civil, da noi la Commissione presieduta da Rodotà e promossa dalla Presidente della Camera ha consegnato al Parlamento una proposta unanime, che fine ha fatto?