Assistere i propri cari, seppellire i propri morti

Lucrezio, De rerum natura VI, 1119-ss.

di Monica Centanni
(da Capolavori della letteratura – Live Streaming, YouTube, 23.4.2020)

Non è sempre gioioso il gioco della natura, non è sempre felice per gli uomini la danza imprevedibile del pieno e del vuoto. Ma gli uomini possono salvarsi perché sanno che più della philopsychia – la micragnosa, infame avidità di vita – valgono pietà, dignità, pudor. L’ultima immagine del poema di Lucrezio è una immagine bella e coraggiosa: nell’infuriare della peste di Atene, i migliori vanno incontro alla morte pur di non lasciar soli i loro cari. E nella confusione generale il certamen diventa la nobile lotta della pietas, la rivendicazione del pudor: poter seppellire i propri cari.