Nell’Italia del lockdown i bambini non hanno tutti la stessa chance di collegarsi a internet per le lezioni a distanza. Mentre la scuola affida alla Rete il compito più arduo, quello di portare avanti i programmi fermi dal blocco dei primi di marzo per l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, scopriamo che un terzo delle famiglie non ha computer o tablet in casa. Vuol dire migliaia di studenti senza un’alternativa a carta e penna per studiare.

A restare indietro è ancora una volta il Sud, dove la maggior parte delle famiglie viene penalizzata: 4 su 10 non hanno il pc. E poi, oltre la metà dei ragazzi condivide con la famiglia pc o tablet. Solo 3 ragazzi su 10 hanno competenze digitali elevate. Oltre 4 minori su 10 vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo. Lo rivela un’indagine dell’Istat dedicata agli “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi”.

Digital divide e coronavirus

L’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 ha messo in evidenza la necessità di avere a casa spazi sufficienti e una strumentazione informatica adeguata per consentire agli studenti la possibilità di seguire le lezioni a distanza, a chi lavora di potere continuare a farlo anche da casa e a chi lo vuole di relazionarsi con gli altri, guardare film, trovare occasioni di svago per il tempo libero. In dettaglio, spiega l’Istat, negli anni 2018-2019, il 33,8% delle famiglie non ha un computer o un tablet in casa, il 47,2% ne ha uno e il 18,6% ne ha due o più.

La percentuale di chi non ne possiede sale al 70,6% tra le famiglie di soli anziani (65 anni e più), ma scende al 14,3% tra le famiglie con almeno un minorenne. L’impatto del livello di istruzione è molto forte: nelle famiglie mediamente più istruite (in cui almeno un componente è laureato) la quota di quanti non hanno nemmeno un computer o un tablet si riduce al 7,7%. Nel 22,7% delle famiglie sono meno della metà i componenti che hanno a propria disposizione un pc da utilizzare. Solo per il 22,2% delle famiglie è disponibile un computer per ciascun componente.

Il 57% condivide il pc in famiglia

Ancora, negli anni 2018-2019, il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni (850 mila) non ha un computer o un tablet a casa e la quota raggiunge quasi un quinto nel Mezzogiorno (circa 470 mila). Il 57% lo deve condividere con la famiglia. In questi casi meno della metà dei familiari dispone di un pc da utilizzare. Sebbene la maggior parte dei minori in età scolastica (6-17 anni) viva in famiglie in cui è presente l’accesso a internet (96,0%), non sempre accedere alla rete garantisce la possibilità di svolgere attività come ad esempio la didattica a distanza se non si associa ad un numero di pc e tablet sufficienti rispetto al numero dei componenti della famiglia. Soltanto il 6,1% dei ragazzi tra 6 e 17 anni vive in famiglie dove è disponibile almeno un computer per componente. Solo 3 ragazzi su 10 hanno competenze digitali elevate.

Piccoli lettori nel tempo libero

Fra il 2018 e il 2019, il 52,1% dei bambini e ragazzi tra 6 e17 anni ha letto nell’ultimo anno almeno un libro nel tempo libero (circa 3 milioni 600 mila). Tra i giovani lettori il 46,9% ha letto fino a 3 libri (lettori deboli), il 40,7% da 4 a 11 libri (lettori medi) e il 12,5% 12 o più libri (lettori forti).

Sono soprattutto le ragazze a dichiarare di aver letto almeno un libro nel tempo libero (il 58,2% contro il 46,4% dei coetanei). Tra le ragazze, inoltre, risulta più alta la quota di chi ha letto e-book/libri online (10,5% contro 6,4%). La percentuale più elevata di lettori si registra, per i ragazzi, tra gli 11 e i 13 anni (53%), per le ragazze nella fascia di età successiva (66,2%). Legge il 67,6% dei ragazzi che vivono in famiglie in cui almeno uno dei due genitori è laureato ma la quota scende al 37,7% se i genitori hanno conseguito al massimo la scuola dell’obbligo.Oltre il 60,0% dei bambini e i ragazzi di 6-17 anni residenti nel Nord dichiara di leggere libri, nel Sud la quota si attesta al 39,4%. Nelle Isole, la Sardegna registra un livello di lettori pari al 52,6% (in linea con le regioni del Centro), mentre in Sicilia la quota tocca il 32,7%. Oltre 4 minori su 10 vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo. Nel 2018, rileva l’Istat, il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Tale condizione di disagio è più diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate.Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l’abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno o doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità. La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7,0% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota scende al crescere dell’eta’ fino ad arrivare all’1,8% fra le persone di 75 anni e più.