L’importanza della amicizia politica, quando tutto è deserto e paura

di Alejandro Nanni
(13.4.2020)

 

Ormai sembra non esistere un passato in cui non eravamo rinchiusi, quando potevamo passare le nostre giornate nella frenesia generale – ce ne ricordiamo? aveva il suo fascino.

 

Ho sentito persone lamentarsi perché c’è chi vuole fare sport in questo momento emergenziale, quando in vita sua non si è mai impegnato veramente in attività sportive. Ma io personalmente che ho 18 anni sono uno sportivo e devo dire che la mancanza della pallacanestro svolge un ruolo importante nel mio umore e nella mancanza di stabilità mentale in questo periodo. Provo un senso di forte sdegno nei confronti di chi incolpa del tanto temuto aumento di contagi le persone che vanno a correre o vogliono fare attività fisica.

 

Ma c’è di più. Comincia a farsi sentire la completa assenza di rapporti e relazioni con persone che non siano familiari o compagni di cella. Sembra quasi scemare la capacità di parlare e interagire, anche solo per via telefonica, con persone con le quali ormai non si ha più contatto da tempo. Se non ci si attiva, se non si cerca di canalizzare il proprio potenziale e la propria attività cerebrale in un progetto collettivo, nel ragionare e non di subire passivamente l’attuale situazione, si rischia che il nostro organo più importante si atrofizzi, lasciandoci in completa balia dei prodotti che servono a “distrarci” e distruggere ogni nostro senso critico – i prodotti di macabro ‘intrattenimento’ ai quali spesso ammetto di cedere – o in balia della disperazione che viene dal senso di impotenza, dall’incapacità di poter cambiare le cose.

 

Ora più che mai bisogna selezionare le amicizie, quelle che possono contribuire alla sinergia che questo momento necessita. Immagino sia accaduto a molti ma mi sono accorto di quanto poche siano le persone che conosco che hanno la capacità di non rimanere fissi nelle proprie idee e che soprattutto riescono ad avere un’opinione che sia frutto di un ragionamento che vada oltre alla ricerca della tanto agognata salvezza sanitaria personale. Mi sono anche ritrovato a dover leggere, in una discussione, che è stato corretto da parte del governo non affidarsi al buon senso dei cittadini, dato che sembrano non averlo.

Per tutte queste ragioni la ricerca dell’ “amicizia politica” è fondamentale come mai prima d’ora per evitare di ritrovarsi soli a combattere persone che sostengono che la politica non serve e che le opinioni ora non hanno un senso (ovviamente se non allineate all’infallibile e indiscutibile Verbo della Scienza).

Purtroppo ho constatato che è difficile trovare miei coetanei, non ancora universitari, che abbiano voglia di informarsi veramente e approfonditamente, andando oltre alle notizie che vengono servite loro quotidianamente su un piatto d’argento. Perfino tra i miei compagni che hanno frequentato il liceo classico, che dovrebbe aiutare a sviluppare maggiormente un senso critico, quest’ultimo sembra mancare completamente.
La sensazione che ora sento forte è un insieme di paura per il futuro inteso come evoluzione mentale della mia generazione, e di rabbia per le affermazioni insensate e tipiche dell’attitudine alla “servitù volontaria”.