L’influenza della scienza

di Enrico Chiappini e Pierre Madl (12.4.2020)

Il numero di decessi che ha reso in breve tempo tragica la situazione in Lombardia e Veneto con l’aggiunta dell’Emilia Romagna, pone quesiti in ordine ai fattori comorbilità che accompagnano in quelle terre la virulenza dell’infezione.  Le prime risposte che arrivano dal mondo della scienza tracciano un quadro che passando dall’impreparazione della sanità italiana, va alle errate contromisure dello Stato fino alla situazione di inquinamento cronico e complesso (aria, acqua e terreno) della pianura padana.

Partendo dalle contromisure, che dal semplice consiglio di mantenere le distanze si è giunti a chiudere la società civile in spazi chiusi, la vicenda della nave da crociera “Diamond Princess” è un ottimo esempio che mostra come si possano prevenire le infezioni, poiché il diffondersi del virus si sarebbe potuto ridurre a un decimo se l’evacuazione fosse avvenuta prima [1].

Infatti la diffusione di una infezione virale riguarda prevalentemente i luoghi chiusi [2], questo perché la capacità di infettare dei virus è molto più elevata negli ambienti chiusi che all’aria aperta [3].  Se a ciò aggiungiamo che l’inquinamento cronico dell’aria aumenta di molto la virulenza delle infezioni [4], ci veniamo a trovare in una situazione per cui, di conseguenza, aumenta anche la dinamica di propagazione virale [5, 6].  Tutto ciò accade più facilmente durante la stagione fredda [7].  È facile supporre che le dinamiche segnalate sopra portino, come conseguenza diretta ad un aumento dei tassi di mortalità [8]. Sappiamo che i coronavirus sono sempre stati parte delle ricorrenze influenzali [9] e sappiamo anche che il virus colpisce prevalentemente la “terza generazione” [10].  Le modulazioni epigenetiche (le abitudini di consumo di alcolici, il fumo, lo stress di questa fascia di età, ora aumentato dall’impossibilitò di vedere i parenti, se lontani), assieme agli elementi elencati sopra, definiscono i fattori di comorbilità che non possono essere addebitati al virus [11].  Queste osservazioni conducono a porre domande in relazione alle modalità di rilevazione dati.

In una lettera aperta alla cancelliera Angela Merkel, il Prof. Dr. Med. Suchari Bhakdi accennando alla situazione italiana scrive:

Il timore di un aumento del tasso di mortalità in Germania (pari allo 0,55%) è attualmente oggetto di un’attenzione mediatica particolarmente intensa. Molti sono preoccupati che potrebbe esplodere come in Italia (10%) e in Spagna (7%) se non si interviene in tempo.  Allo stesso tempo, in tutto il mondo si commette l’errore di segnalare i decessi legati al virus non appena si stabilisce che il virus era presente al momento del decesso – indipendentemente da altri fattori.  Ciò viola un principio fondamentale dell’infettivologia: solo quando è certo che un agente ha avuto un ruolo significativo nella malattia o nella morte si può fare una diagnosi.  Il gruppo di lavoro delle società di medicina scientifica scrivono nelle loro linee guida espressamente: “Oltre alla causa del decesso, deve essere specificata una catena causale, con la corrispondente malattia sottostante al terzo posto sul certificato di morte.  Occasionalmente devono essere indicate anche le catene causali a quattro maglie” [12].

Al momento non ci sono informazioni ufficiali che indichino se, almeno a posteriori, siano state effettuate analisi più critiche delle cartelle cliniche per determinare quanti decessi siano stati effettivamente causati dal virus.

In effetti sappiamo anche che nessun esame randomizzato è stato eseguito sulla popolazione sana per convalidare la reale diffusione del virus (in mancanza di questa convalida non si può conoscere la percentuale reale dei decessi).

Sintetizzando, lo scenario italiano e spagnolo è molto differente da quello di altri paesi, e osservando bene la distribuzione dell’infezione e della mortalità non possiamo non osservare che anche tra regione e regione, in Italia, sussistono incredibili differenze. Infine notiamo che in Germania, (Paese che abbiamo preso ad esempio per confronto) sono disponibili 60.000 posti letto in terapia intensiva per un totale di una popolazione di 80.000.000 a fronte di 5.000 in Italia per una popolazione di 60.000.000, fate voi le proporzioni!). I dati OMS ci informano, inoltre, che nel 2006 in Italia ci sono stati 8.000 morti in più rispetto alla media nelle 13 maggiori città italiane [13].

È ovvio presumere che la enorme differente incidenza della mortalità nei diversi Paesi sia dovuta a fattori che, senza banalizzarne il ruolo, ridimensionano la pericolosità del virus di per sé. Segnaliamo infine che sono improvvisamente apparsi negli ultimi dati mostrati dall’ISS, decessi sotto i 40 anni in assenza di patologie pregresse rilevate, 8 in tutto.  Che sia perché i dati non sono da prendere sul serio in quanto presi e comunicati superficialmente (abbiamo visto nella lettera indirizzata alla cancelleria tedesca che ciò sta succedendo dovunque e di solito lo Stato italiano, quando si tratta di sbagliare non si tira indietro) o perché le misure prese, che fanno abbassare notevolmente il livello della salute generale, stanno “funzionando”, meglio non ammalarsi adesso.  Tiriamo su il livello della nostra salute con i metodi che conosciamo!

Enrico Chiappini Osteopata, Centro Studi Eva Reich, MilanoDO MDRI
Pierre Madl Università di Salisburgo (AT), Dipartimento di Fisica AmbientaleDr, MSc, Ing.,

 

 

1. Rockloev J, Sjoedin H, Wilder-Smith A (2020) COVID-19 outbreak on the Diamond Princess cruise ship: estimating the epidemic potential and effectiveness of public health countermeasures. Journal of Travel Medicine, taaa030, https://doi.org/10.1093/jtm/taaa030

2. Couch RB (1981) Viruses and indoor air pollution. Bul. N.Y. Acad. Med. Vol.57(10): 907-921

3. Harms W (1980) Biological effect of UV radiation. Cambridge University Press, USA

4. Kim PE, Musher DM, Glezen WP, Rodriguez-Barradas MC, Nahm WK, Wright CE (1996) Association  of Invasive Pneumococcal Disease with Season, Atmospheric Conditions, Air Pollution, and the Isolation of Respiratory Viruses. Clinical Infectious Diseases. Vol.22: 100-106; https://doi.org/10.1093/clinids/22.1.100

5. Cohen AJ, Brauer M, Burnett R, Anderson HR, Frostad J, Estep K, Balakrishnan K, Brunekreef B, Dandona L, Dandona R, Feigin V, Freedman G, Hubbell B, Jobling A, Kan HD, Knibbs L, Liu Y, Martin R, Morawska L, Pope CA, Shin HS, Straif K, Shaddick G, Thomas M, Dingenen R, Donkelaar A, Vos T, Murray CJL, Forouzanfar MH (2017) Estimates and 25-year trends of the global burden of disease attributable to ambient air pollution: an analysis of data from the Global Burden of Diseases Study 2015. The Lancet. Vol.389: 1907-1918; https://doi.org/10.1016/S0140-6736(17)30505-6

6. Chauhan AJ, Johnston SL (2003) Air pollution and infection in respiratory illness. British Medical Bulletin, Vol.68(1): 95-112; https://doi.org/10.1093/bmb/ldg022

7.  Silva DR, Viana VP, Müller AM, Livi FP, Dalcina TR (2014) Respiratory viral infections and effects of meteorological parameters and air pollution in adults with respiratory symptoms admitted to the emergency room. Influenza Other Respir Viruses. Vol.8(1): 42-52; https://doi.org/10.1111/irv.12158

8. dati globali della John Hopkins University https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

9. Nickbakhsh S, Mair C, Matthews L, Reeve R, Johnson PCD, Thorburn F, Wissmann B, Reynolds A, McMenamin J, Gunson RN, Murcia PR (2019) Virus – virus interactions impact the population dynamics of influenza and the common cold. PNAS, Vol.116(52): 27142-27150; https://doi.org/10.1073/pnas.1911083116 

10. Integrated surveillance of COVID-19 in Italy – Istituto Superiore di Sanita’ https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Infografica_24marzo%20ENG.pdf

11. Ritz B, Wilhelm M (2008) Air pollution impacts on infants and children. UCLA Institute of the Environmental and Sustainability. University of California, Los Angeles (USA) https://www.ioes.ucla.edu/publication/air-pollution-impacts-on-infants-and-children/

12. S1-Leitlinie 054-001, Regeln zur Durchführung der ärztlichen Leichenschau. AWMF Online, https://www.awmf.org/uploads/tx szleitlinien/054-002l S1 Regeln-zur-Durchfuehrung-der-aerztlichen-Leichenschau 2018-02 01.pdf (accessato 26.3.2020)

13. Martuzzi M, Mitis F, Iavarone I, Serinelli M (2006) Health Impact of PM10 and Ozone in 13 Italian Cities. World Health Organization Regional Office for Europe. WHOLIS number E88700 http://www.euro.who.int/en/health-topics/environment-and-health/health-impact-assessment/publications/pre-2009/health-impact-of-pm10-and-ozone-in-13-italian-cities (accesso 26.3.2020)