Cartoline dall’estero: Ginevra. La falsa narrazione dell’imitazione del ‘modello italiano’

di Alessandro Tonin
(13.4.2020)

 

Difficile comprendere a pieno quello che sta succedendo in Italia: in questo periodo sono a Ginevra per un dottorato di neuroingegneria, e quindi vedo il tutto in maniera indiretta e lo riesco vivere solo per il tramite dei racconti dei miei amici e dei giornali. Qua in Svizzera, malgrado Ginevra sia uno dei cantoni in cui si sono registrati il maggior numero di casi, la situazione è uguale ma anche molto diversa: tutti i negozi sono chiusi (eccetto alimentari e farmacie), gli uffici anche sono chiusi, ma nessuno conta il numero di passi che fai fuori da casa, nessuno controlla dove stai andando o con chi sei, nessuno ti chiede ragione del fatto che tu vada in giro ovunque tu voglia, nessuno ti chiede di indossare mascherine (al più di lavarti le mani quando entri al supermercato). Queste misure rendono la situazione molto più accettabile, e non perché si respira la “libertà”, ma semplicemente perché la sfera sociale non è stata completamente distrutta.

Le ragioni che hanno portato la Svizzera ad adottare misure diverse rispetto all’Italia non le so: sono – come tutte le ragioni che hanno guidato le scelte di altri paesi – opache e al fondo imperscrutabili. Probabilmente non derivano da nobili principi o da buoni propositi ma da calcoli calvinisti sulla convenienza di adottare misure meno stringenti. Comunque, indipendentemente dalla ragione, la conseguenza è che a Ginevra la vita e la sfera sociale sono quasi normali, con gente per strada che chiacchiera, barboni nella piazzetta sotto casa che bevono birra, vociare di gente che si ritrova in casa.
Nel web la maggior parte delle persone se ne frega abbastanza della situazione, quelli più arrabbiati sono gli italiani che chiedono che anche la Svizzera imponga una quarantena forzata come in Italia … “Sono pazzi!” è il commento che si legge più spesso.

 

Dai miei amici in giro per l’Europa mi sembra di capire che lo stesso approccio all’emergenza adottato della Svizzera è stato seguito anche da Olanda, Germania, e in misura inferiore Inghilterra.

 

Secondo me quindi bisogna anche riuscire a smontare la falsa narrazione per cui tutti gli altri paesi stiano imitando il modello italiano e per cui, in nome della salute pubblica, non si potesse fare nient’altro o – ancora peggio – che in Italia non si poteva fare altrimenti perché, a seconda delle versioni, gli italiani non rispettano le regole e/o gli altri paesi non hanno culturalmente i contatti sociali che ci sono in Italia.

 

Mi preoccupa però molto che questa narrazione abbia fatto breccia nella mente di molti, di quasi tutti, i miei amici e anche delle persone con cui ai tempi dell’università ho condiviso varie battaglie politiche (tutte purtroppo finite molto male). Tremenda è la frase che ho letto: “noi abbiamo lottato a lungo contro la teledidattica, ovviamente le lezioni frontali sono meglio, ma magari ai nostri tempi avessimo avuto la teledidattica come l’hanno implementata ora”.