Il diavolo sta nel dettaglio. “Focolai di estremismo”: la lingua biforcuta del Ministero degli Interni

di Peppe Nanni (11.4.2020)

È stata resa nota oggi una Circolare ministeriale indirizzata ai Prefetti. Nel testo si legge:

Invito a mettere in campo una strategia complessiva di presidio della legalità. Alle difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro potrebbero accompagnarsi gravi tensioni a cui possono fare eco, da un lato, la recrudescenza di tipologie di delittuosità comune e il manifestarsi di focolai di espressione estremistica, dall’altro, il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali. Sarà l’intelligence italiana ad accompagnare i prefetti in un’attenta attività di monitoraggio per contenere le manifestazioni di disagio che possono verosimilmente avere risvolti anche sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica. Occorre intercettare ogni segnale di possibile disgregazione del tessuto sociale ed economico, con particolare riguardo alle esigenze delle categorie più deboli.”

Il tono paterno, anzi materno – insomma: rassicurante – di un documento destinato per scelta a essere reso di dominio pubblico, non riesce a fugare l’istintiva perplessità ingenerata dalla lettura, come se il groviglio sintattico avviluppasse messaggi eterogenei, destinati a consolidare nei destinatari la certezza che le istituzioni vigilano contro due aspetti collegati di un unico, indubitabile, pericolo per la sicurezza pubblica.

Forzando lievemente la lezione di Jean Pierre Faye (Critica e economia del linguaggio, Cappelli, 1979, pp. 9 e sgg.), proviamo allora a smontare ‘la doppia matrice narrativa’ della Circolare e scorporiamo i due messaggi volutamente intrecciati, in due ricostruzioni testuali distinte.

Invito a mettere in campo una strategia complessiva di presidio della legalità. Alle difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro potrebbero accompagnarsi gravi tensioni a cui possono fare eco da un lato, la recrudescenza di tipologie di delittuosità comune […] dall’altro, il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali. Sarà l’intelligence italiana ad accompagnare i prefetti in un’attenta attività di monitoraggio per contenere le manifestazioni di disagio che possono verosimilmente avere risvolti anche sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica. Occorre intercettare ogni segnale di possibile disgregazione del tessuto sociale ed economico, con particolare riguardo alle esigenze delle categorie più deboli.”

È fin troppo evidente l’assicurazione statuale che sarà contrastata l’azione dei criminali, che si accingono a sfruttare l’occasione costituta dall’epidemia. Stupirebbe l’affermazione contraria e quindi il consenso della cittadinanza sarà unanime, talmente ovvio da allargarsi, per effetto di trascinamento, fino a investire inconsciamente un secondo e meno scontato livello di comunicazione, che emerge dall’altro esperimento di taglio e cucitura dello stesso testo:

Invito a mettere in campo una strategia complessiva di presidio della legalità. Alle difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro potrebbero accompagnarsi gravi tensioni a cui possono fare eco […] il manifestarsi di focolai di espressione estremistica […]. Sarà l’intelligence italiana ad accompagnare i prefetti in un’attenta attività di monitoraggio per contenere le manifestazioni di disagio che possono verosimilmente avere risvolti anche sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica. Occorre intercettare ogni segnale di possibile disgregazione del tessuto sociale ed economico, con particolare riguardo alle esigenze delle categorie più deboli.”

Depurato dal rumore di fondo, dalla sovrascrittura, lo spartito adesso sorregge una musica diversa e inquietante, quasi un virus parassita che si vuole introdurre di contrabbando, diluito in un testo complessivo di più facile digeribilità per l’opinione pubblica. Il pericolo, anzi il nemico, da affrontare sono i focolai di estremismo, certificati burocraticamente ma dipinti con contorni vaghi e proprio per questa via così suggestivamente evocati. In caso d’uso, la casella potrà essere riempita a piacimento dalla sempre sovrana discrezionalità amministrativa.

Alcune domande, sempre per farla breve:

Cosa sono, esattamente, le gravi tensioni –evidentemente da contrastare- che potrebbero turbare le imprese? Per caso, le proteste per inaccettabili condizioni di lavoro?

Nel pericoloso clima di unanimismo e di caccia all’untore attizzato dal coro mediatico, i focolai di espressione estremistica, additati dalla massima autorità di polizia, ricomprendono anche le forti preoccupazioni e la ferma critica per il restringimento del perimetro praticabile di libertà costituzionali?

Cosa significa che i servizi segreti, che hanno dato così fulgida prova di sé nelle vicende della storia patria degli ultimi decenni, aiuteranno ‘discretamente’ i Prefetti a contenere le manifestazioni del disagio anche sotto il profilo dell’ordine pubblico e non, casomai, le ragioni di quel disagio?

In sintesi: perché sovrapporre e confondere in un unico profilo infamante il prevedibile dissenso sociale e politico e le condotte della criminalità organizzata?

Così, tanto per sapere. Tanto è solo un gioco di parole…