Perplessità matematiche

di Alessandro Pluchino
(3.4.2020)

[Un gruppo di fisici dell’Università di Catania sta preparando un articolo che mostra la scarsa scientificità che sta alla base dei provvedimenti del decisore politico. Anticipiamo qui una breve comunicazione di uno degli autori, Alessandro Pluchino, professore a Unict di Fisica teorica, modelli e metodi matematici]

Restiamo in Italia, quello che mi si deve spiegare è per quale magia in un mese e mezzo (come minimo), con migliaia di spostamenti al giorno di individui in tutta Italia, i primi italiani contagiati dalla coppia di cinesi arrivati in Italia il 23 gennaio non avrebbero trasmesso a nessuno un virus così contagioso come si dice essere quello di cui stiamo parlando, in un mese e mezzo e invece, sempre per magia, il contagio riparte da zero a fine febbraio da Codogno nel lodigiano e poi, nel giro di un altro mese e mezzo (stesso arco di tempo di prima), supera i 100000 contagiati attuali e nel mese e mezzo prima nulla, ma si può seriamente credere a questa versione? 

Non c’è bisogno di nessuna analisi particolarmente raffinata ma solo di un briciolo di logica e di buon senso per capire che di contagiati al 23 febbraio, in tutta Italia, ce n’erano già molte migliaia, mescolati ai milioni dell’influenza stagionale… semplicemente non ce ne saremmo accorti se in alcuni comuni della Lombardia, a causa di un concorso pericolosissimo di fattori di rischio amplificanti già prevedibili, della carenza dei posti letto di terapia  intensiva dovuti alle scellerate politiche degli ultimi anni, e di alcuni importanti errori delle strutture sanitarie locali, non ci fosse stata una escalation di mortalità che ha portato molti più anziani, con due o tre patologie pregresse, ad affollare i reparti e, purtroppo, a volte, a morire. Il quadro è chiarissimo.

In tutta Italia i decessi al di sotto dei 50 anni sono stati finora, in totale, l’1,1%, e di questi solo il 5% (quindi lo 0,06% del totale) non presentava nessuna patologia grave, semplicemente è stato sfortunato ma si può davvero pensare che se, come dicono i dati ufficiali, il 90% di tutti i decessi è avvenuto nelle regioni del nord, e solo circa il 10% in quelle del centro-sud (dove la mortalità, per o con coronavirus, non si distingue ancora da quella per altre cause), il motivo è che il 90% dei contagiati si trova nelle regioni del nord e solo il 10% in quelle del sud? 

Infine, è vero, le correlazioni si trovano ovunque, ma ciò non significa che alcune di queste non contino più delle altre, o è solo una coincidenza che, ad esempio, il 95% degli europei a rischio per smog e polveri sottili si trovi a risiedere nel Nord Italia? E che a decine di migliaia, ogni anno, si contano le vittime solo per complicazioni polmonari legate alle polveri sottili e al biossido di azoto, molto simili a quelle provocate dal coronavirus?