Il lockdown totale è anche il prodotto di questo fallimento

di Carmelo Palma
(da Linkiesta, 24.3.2020)

“se l’Italia è il primo Paese al mondo, dopo la Cina, a decretare un lockdown totale non solo della vita sociale, ma anche di quella economica, ciò non lo si deve alla scelta di rispondere tempestivamente all’emergenza, ma alle conseguenze spaventosamente negative della pandemia in Italia, che la retorica dell’emergenza finisce paradossalmente per occultare, mentre le comunicazioni burocratiche della Protezione Civile e dell’Istituto Superiore della Sanità provano a normalizzare il “coronavirus italiano”, che invece palesa fragilità strutturali non dipendenti solo dalla virulenza dell’infezione: la letalità assoluta, l’altissima percentuale di contagiati in ospedale e in strutture sanitarie, a partire dai medici, il ritardo nella fornitura di dispositivi elementari – non i respiratori, ma le mascherine! – al personale sanitario, i tassi di ospedalizzazione radicalmente diversi tra regione e regione. Il lockdown totale è anche il prodotto di questo fallimento, non certo delle infrazioni dei “furbetti” che hanno aggirato le prescrizioni e che nella settimana successiva al Dpcm del 9 marzo non superavano il 4% dei soggetti controllati.”

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