Occhi aperti – sui numeri e su questa brutta Europa

di Nadia Fusini
(pubblicato in Parola di Judith, 27/3/2020)

C’è una frase che mi è tornata  spesso in mente in questi giorni tetri. È di Marguerite Yourcenar; sì, lei, la grande, immensa  mente che ha concepito Memorie di Adriano. E la stessa che ha tradotto in francese The Waves, di Virginia Woolf. Anni fa, mentre traducevo lo stesso romanzo in italiano, Le Onde, scoprii che anche Marguerite Yourcenar era stata turbata, sì, ammirata e turbata dal modo in cui Adriano, l’imperatore, ‘vive’ la sua propria morte. La affronta ‘ad occhi aperti’. 

Ma si può guardare con sguardo frontale la nostra propria morte? mi chiedo in questi giorni di conti di morti. O si può solo assistere alla morte dell’altro? Imbarazzati dalla nostra propria sopravvivenza?

Ricordate quel teschio in anamorfosi che macchia il quadro di Holbein, I due Ambasciatori? Ci vuole tempo a chi guarda per riconoscere quell’ombra, anzi quello sgorbio, che imbarazza gli occhi puntati sul quadro. E una volta ‘inquadrato’ l’oggetto, una volta riconosciuto che è un teschio, che tutti ci insidia, che fare?

Holbein era tedesco, gli ambasciatori che rappresenta nel quadro francesi, alla corte di Enrico VIII a Londra, Marguerite Yourcenar belga, Virginia Woolf inglese – popoli tutti europei. Uomini e donne d’Europa che nella loro comune tradizione vantano un imperatore come Adriano, appunto, che vuole morire ad occhi aperti. Senza ridurre il teschio a uno sgorbio. E la morte a un conteggio.

Lo vedono o non lo vedono il teschio, i paesi europei che negano solidarietà e compassione alle nazioni offese dal virus straniero, ancora sconosciuto? 

Mi ha offeso profondamente chi ha negato ancora una volta quel bene davvero comune che sarebbe stato uno sguardo benevolo. Che brutta Europa!