La politica fa bene anche al corpo

di Peppe Nanni
(23.3.2020)

Le critiche e le perplessità circa le forme giuridiche e procedimentali degli interventi di restrizione delle libertà essenziali e l’incoerenza impositiva dei contenuti (ormai ammesse obtorto collo dai giuristi) è poco efficace se assolutizzata ma acquista evidenza se considerata nel contesto dell’insieme dell’azione governativa  – e della scomparsa poco gloriosa degli organi parlamentari pronti alla morte per la Patria – caratterizzata da un mix di pressapochismo, paternalismo, irresponsabilità mediatica che trascende il piano del giudizio (solo apparentemente) tecnico sul Covid19.

L’impegno politico costituisce un presidio fisiologico difensivo rispetto al rannicchiarsi passivamente di fronte al contagio televisivo. “Mai come in questa fase resistenza all’arbitrio e tanatofobia si sono elise a vicenda. Dove c’è l’una non può esserci l’altra” (dal blog di Wu-Ming).

Spinozianamente, la politica fa bene anche al corpo.